Caterina Marton vincitrice del premio "Gian Paolo Tosoni"

L'agricoltura diventa sempre il campo di operazioni finanziarie

«Sono Caterina Marton, di Ponte di Piave (TV), e questa estate mi sono laureata con lode in Agrifood Innovation Management all'Università di Trento, dopo la triennale in Viticoltura ed Enologia conseguita in due anni.

Il cuore del mio percorso è la tesi magistrale, sviluppata al C3A e alla Fondazione Edmund Mach, sotto la guida del prof.  Fabrizio Costa e delle dottoresse Paola Bettinelli, Laura Costantini e Silvia Vezzulli. Il lavoro si è articolato in due parti. Nella prima ho analizzato il DNA di 282 accessioni della collezione di germoplasma di vite conservata alla FEM, tra ibridi e specie selvatiche di Vitis, per verificare la presenza di specifici marcatori genetici (SSR) legati alla resistenza a peronospora (Plasmopara viticola) e oidio (Erysiphe necator),  le due malattie fungine che oggi costringono i viticoltori ai trattamenti più frequenti in vigneto. Attraverso PCR multiplex, elettroforesi capillare e analisi computazionale degli alleli, ho individuato le piante che combinano più marcatori di resistenza insieme, candidati preziosi per i futuri incroci nei programmi di miglioramento genetico. Nella seconda parte ho invece curato e standardizzato dati GWAS (studi di associaziogenome-wideide) e QTL (le regioni del genoma associate a un carattere, come la resistenza) provenienti da studi scientifici già pubblicati, per renderli fruibili e confrontabili all'interno del Grapevine QTL-Browser, seguendo i principi FAIR di apertura e riutilizzo dei dati.

Un lavoro pensato per trasformare il patrimonio genetico conservato in collezione, spesso poco valorizzato, in informazione utile a chi si occupa di miglioramento genetico, per costruire varietà di vite più resistenti e meno dipendenti dai trattamenti chimici in maniera più organizzata ed efficiente, ed implementare la profondità della conoscenza sul genoma di vitei. È stato proprio questo lavoro a valermi la menzione d'onore al premio "Gian Paolo Tosoni", nell'ambito del convegno sull'agricoltura del futuro, e una citazione a sorpresa su Il Sole 24 Ore.

Ho arricchito il mio percorso anche con uno scambio in biologia computazionale e sensometria avanzata alla Wageningen University, in Olanda, e con esperienze in cantina in Italia, Francia, Nuova Zelanda e Stati Uniti, dove lavoro oggi come winemaking lab supervisor per Kosta Browne Winery, in California».

Immagine
Discussione tesi laurea Caterina Marton