In ricordo di Massimo Bertamini

Raccogliamo qui alcuni ricordi del prof. Massimo Bertamini inviati da colleghi, studenti e studentesse.

"Caro Massimo, ho fisso nella mente il primo giorno in cui l’ho conosciuta. Solare è la prima espressione che si fa largo nel mio pensiero, ci raccontò il momento che stava attraversando e da subito la forza e la sua capacità di vincere la vita mi è arrivata come un fiume impetuoso.
Tra lezioni, esami, viaggi ed esperimenti i semestri trascorsi con lei sono ormai terminati da più di un anno ma sento davvero, nel mio profondo che tutti i momenti, i racconti, e soprattuto la sua voce rimarranno con me, nei miei ricordi più sinceri. Ti ringrazio davvero tanto per ciò che sei e ciò che ci hai donato. Il prof. Turroni (cit. M. Bertamini) " -Luca Turroni

"Massimo era un collega speciale, una persona speciale. Mi mancherà molto, ma so che continuerà ad essere qui con me, con noi, nelle cose di tutti i giorni." -Flavia Gasperi

"Massimo era unico, lo abbiamo tutti nel cuore, anche per la forza e la grandissima dignità con cui ha vissuto questi ultimi anni. Sarà sempre con noi." -Dino Zardi

"[...] ricordo precisamente ognuna delle nostre poche conversazioni sia per la sua franchezza sia per l’apertura a parlare anche della sua condizione personale. Mi ha molto colpito e non lo dimenticherò." "[...] La sua voglia di fare, la sua tenacia, ed il suo attaccamento all'attività didattica durante la malattia sono però degli aspetti della sua personalità che mi hanno impressionato tantissimo. Questa è l'insegnamento e la lezione più importante che la lasciato a me personalmente." -Simone Cerroni

"[...] ne ho sempre apprezzato la comunicazione diretta, la forza nello svolgere il lavoro con cura e dedizione nonostante le prolungate difficoltà, portandoci un esempio di profondo valore" -Guido Zolezzi

"Una persona speciale e una fortuna per me essere riuscita a salutarlo all'incrocio della mia e della sua ultima lezione, poche settimane fa. MI aveva detto che era alla fine delle sue forze e che il prossimo anno non avrebbe più insegnato, ma che l'insegnamento l'aveva tenuto in piedi fino a quel momento. Ciao Massimo: "siamo qui per il domani. Un privilegio averlo conosciuto." -Francesca Forno

"[...] Era  sempre disponibile, attento e pieno di idee. Ci lascia molto, con l'esempio prima di tutto." -Matteo Ferrari

"Ho conosciuto il caro collega Massimo Bertamini nell’anno accademico 1998/99. Ovvero quando la Facoltà di Ingegneria mi aveva chiesto di sostituire il prof. G. Carturan nell’insegnamento della Chimica Generale Inorganica, da lui tenuto nei precedenti tre anni accademici 1995/98, nel Corso di Studi Superiori in Viticoltura ed Enologia. Questo corso di studi a livello universitario (“Diploma di Laurea”), propedeutico al conseguimento del titolo di Enologo e Diplom-Ingenieur(FH) FuerWeinbau und Oenologie, era stato attivato presso l’Istituto Agrario di S. Michele all’Adige (diretto dal prof. F. Spagnolli) in collaborazione con il Rettore (prof. Klockner) della Fachhochschule di Wiesbaden e con la compartecipazione di alcuni docenti dell’ateneo trentino (delle Facoltà di Fisica e di Ingegneria).
In verità ricordo che di questo Corso di Studi, da sempre, Massimo Bertamini era di fatto la figura di riferimento con la quale noi docenti di UniTN ci relazionavamo per gli tutti aspetti organizzativi, gestionali e didattici. Sono sicuro di condividere con molti colleghi le pregevoli qualità che caratterizzavano Massimo nella sua professione di ricercatore, docente e coordinatore.
Seppur nella mia modesta e limitata esperienza lavorativa, spesa principalmente all’interno di questo Ateneo, sono convinto che senza la presenza e l’impegno di Massimo (e di pochi altri) il corso di Viticoltura ed Enologia avrebbe corso il serio rischio di svanire così come ho visto succedere al parallelo percorso di Ingegneria delle Industrie Alimentari.
Lo sappiamo tutti, Massimo ci mancherà, ma rimarrà sicuramente nei cuori di tutti, soprattutto degli studenti che hanno avuto l’opportunità di condividere più strettamente con lui il loro percorso formativo. Ho avuto modo di incontrare Massimo all’inizio di questo anno accademico una mattina presto, qui in città a Trento, ritagliandoci il tempo per scambiare due chiacchiere. Sorseggiando una tazzina di caffè mi confidò purtroppo l’aggravamento del suo stato di salute. Nel momento di congedarci mi chiese se potevamo farlo con un abbraccio. È stato per me un gesto inatteso, profondo, un onore, un grande regalo, anche se premonitore di un triste futuro. Ci siamo lasciati entrambi con gli occhi pieni di lacrime. Voglio però ricordarlo sul campo, lungo i filari di viti, contornato dai suoi amati studenti attenti ad apprendere da lui il suo sapere." -Renzo Campostrini

"Io ho conosciuto Massimo 22 anni fa, ero appena arrivato a Trento, per me era allora ed è stato per moltissimi anni, quasi sino a ieri, il Coordinatore di Viticoltura ed Enologia. Era la persona di riferimento per il corso, di riferimento per il settore enologico in generale, era persona piacevole con cui condividere un caffè, persona da consultare per i problemi che emergevano e sempre disponibile a dare un consiglio. Sapevo che fosse malato, non sapevo della gravità, non mi aspettavo che questo fosse l’esito, questi i tempi. Massimo persona umana e schietta, questo il mio ricordo di lui in aggiunta a quanto già scritto sopra.
Oggi a lezione in PRC magari proporrò ai pochi studenti che seguono il mio corso un momento di silenzio in suo ricordo. Buona giornata e la vita va avanti, ma è un attimo e gli scenari cambiano: niente più caffè in compagnia di Massimo. -Luca Fiori 

Ciao caro Max, faccio veramente fatica a realizzare che non ti incontrerò più nei corridoi, nel tuo ufficio e nell’aula di fronte alla mia durante le lezioni. Manchi a tutti, e tutti ti sono riconoscenti per il tuo impegno che hai dedicato alla realizzazione di questo centro. Credo che quello che maggiormente mancherà sarà la tua capacità di entrare in sintonia con le persone. Quando durante le riunioni nascevano delle discussioni, ti preoccupavi sempre di mantenere vivo e saldo il legame personale. Questo legame era forte e molto evidente con gli studenti, con cui riuscivi a costruire intese e rapporti autentici e profondi, dimostrato dall’assegnazione del primo premio alla didattica che ti è stato conferito proprio da loro. La dedizione che avevi per la didattica e gli studenti devono essere un esempio ed un modello da perseguire per tutti. Ciao Max. -Fabrizio Costa